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Emergenza umanitaria a Goma e Bukavu

Scritto da Eleonora Perrupato il .

La guerra nell’Est del Congo RD è una delle tragedie più letali del nostro tempo, spesso ignorata e che non suscita la stessa emozione delle vittime del conflitto in Ucraina o in Terra Santa. Tre anni fa, i ribelli del Movimento del 23 marzo (M23) e dell’Alleanza del Fiume Congo (AFC), con il sostegno dell’esercito ruandese, hanno scatenato una guerra nella parte orientale del Congo, ricca di minerali e materie prime (coltan, litio, ecc.) utilizzati per la produzione dei nostri apparecchi informatici. La guerra ha provocato un esodo senza fine di migliaia di persone e famiglie verso i centri urbani. A fine gennaio, questi invasori hanno conquistato Goma, con conseguenze umanitarie e materiali molto gravi. In una sola notte sono morte più di 3.000 persone, secondo un rapporto delle Nazioni Unite. Domenica 16 febbraio, è stata la città di Bukavu a cadere nelle mani dei ribelli, causando una crisi umanitaria indescrivibile. Migliaia di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case. Nelle nostre parrocchie e comunità continuiamo ad accogliere persone che vengono a chiedere cibo. I bambini e le donne in particolare sono le prime vittime. In questi giorni siamo davvero sommersi, ma abbiamo scelto di rimanere nel Paese e di condividere il destino del popolo congolese, nel bene e nel male. Per poter alleviare le sofferenze di questi fratelli e sorelle vittime, abbiamo pensato di rivolgerci a voi, per contribuire a riaccendere la speranza di alcune famiglie in difficoltà con un po’ di cibo: riso e fagioli, che sono gli alimenti di base. Il nostro obiettivo è assistere 25 famiglie al mese in ogni parrocchia. Stiamo prendendo questa iniziativa anche come gesto concreto della Quaresima e per diventare testimoni di speranza.